-
·
Solo et pensoso… (Canzoniere – XXXV)
In Solo et pensoso… (Canzoniere – XXXV), Francesco Petrarca descrive una solitudine profonda e volontaria. Il poeta cammina nei luoghi più deserti per sfuggire agli sguardi degli altri, ma non può sfuggire al tormento amoroso che lo accompagna ovunque. Un sonetto intenso sulla malinconia interiore.
-
·
Vago augelletto che cantando… (Canzoniere – CCCLIII)
Vago augelletto che cantando… è un sonetto tardo del Canzoniere in cui Francesco Petrarca osserva un piccolo uccello che canta nella campagna e riconosce in quel canto un riflesso del proprio dolore. L’immagine dell’animale che si muove tra i rami, forse in cerca della compagna, diventa per il poeta un’occasione per parlare della propria solitudine…
-
·
Harmonie du soir
In Harmonie du soir, Charles Pierre Baudelaire descrive una sera in cui suoni, profumi e immagini si mescolano come in un valzer lento e malinconico. La natura assume un tono quasi sacro, con fiori che evaporano come incenso e un cielo che ricorda un altare. Il ricordo della persona amata diventa l’unica luce capace di…
-
·
Sento l’aura mia anticha… (Canzoniere – CCCXX)
In Sento l’aura mia anticha…, Francesco Petrarca torna nei luoghi legati all’incontro con Laura e ritrova sensazioni che appartengono alla sua giovinezza. Il paesaggio, un tempo luminoso, ora appare cambiato e segnato dall’assenza della donna amata. Il poeta riconosce la fragilità delle sue speranze e la durezza dell’Amore, che gli ha lasciato solo il ricordo…
-
·
La sera del dì di festa
La sera del dì di festa di Giacomo Leopardi descrive la quiete notturna che segue un giorno festivo e mette in contrasto la serenità della donna amata, che dorme ignara, con l’inquietudine del poeta. La calma della notte e il canto lontano di un artigiano diventano occasione per riflettere sul tempo che passa, sulla fragilità…
