Categoria: poesie sulla solitudine

Poesie che raccontano la solitudine, il silenzio interiore e i momenti di riflessione.

  • Solo et pensoso… (Canzoniere – XXXV)

    In Solo et pensoso… (Canzoniere – XXXV), Francesco Petrarca descrive una solitudine profonda e volontaria. Il poeta cammina nei luoghi più deserti per sfuggire agli sguardi degli altri, ma non può sfuggire al tormento amoroso che lo accompagna ovunque. Un sonetto intenso sulla malinconia interiore.

  • Il passero solitario

    Una lirica di Giovanni Pascoli che trasforma un passero appartato in un simbolo di solitudine scelta e di pace interiore. La natura diventa specchio dell’anima e dei suoi silenzi.

  • Vago augelletto che cantando… (Canzoniere – CCCLIII)

    Vago augelletto che cantando… è un sonetto tardo del Canzoniere in cui Francesco Petrarca osserva un piccolo uccello che canta nella campagna e riconosce in quel canto un riflesso del proprio dolore. L’immagine dell’animale che si muove tra i rami, forse in cerca della compagna, diventa per il poeta un’occasione per parlare della propria solitudine…

  • Bénédiction

    Bénédiction presenta la nascita del poeta come un evento segnato dal rifiuto e dalla sofferenza. La madre respinge il figlio e lo considera una disgrazia, mentre il bambino cresce in un ambiente ostile che non comprende la sua sensibilità. Nella seconda parte emerge una visione più alta: il poeta riconosce che il dolore può diventare…

  • A se stesso

    A se stesso è una delle liriche più dure di Giacomo Leopardi. Il poeta annuncia la fine delle illusioni e parla al proprio cuore come a un compagno stanco, riconoscendo nella vita solo dolore, noia e la presenza di un potere naturale ostile. È il vertice del suo pessimismo più radicale.

  • Il passero solitario

    Il passero solitario di Giacomo Leopardi racconta la giovinezza osservata attraverso l’immagine di un uccello che vive appartato. Il poeta riconosce in quella solitudine un riflesso della propria vita e riflette sul tempo che passa, sul rimpianto e sulla distanza dagli altri.

  • Lavandare

    Giovanni Pascoli, 1891 Testo Nel campo mezzo grigio e mezzo neroresta un aratro senza buoi, che paredimenticato, tra il vapor leggero. E cadenzato dalla gora vienelo sciabordare delle lavandarecon tonfi spessi e lunghe cantilene. Il vento soffia e nevica la frasca,e tu non torni ancora al tuo paese!quando partisti, come son rimasta!…come l’aratro in mezzo…