Tag: interiorità

  • Quanto più m’avicino al giorno… (Canzoniere – XXXII)

    Un sonetto meditativo in cui Francesco Petrarca riflette sul tempo che accelera e sulle passioni che si sciolgono come neve. Una lucida consapevolezza della fragilità umana.

  • Il mio ritratto

    Sonetto-autoritratto di Vittorio Alfieri, scritto nel 1786 sul retro di un ritratto pittorico. Il poeta si descrive nel corpo e nell’anima, tra durezza e mitezza, eroismo e viltà. Il testo anticipa sensibilità romantiche e riflette sul giudizio finale sulla propria vita.

  • Tentava la vostra mano la tastiera

    Una poesia delle Occasioni in cui Eugenio Montale trasforma un gesto minimo in un simbolo di memoria e di fragilità. La mano che tenta la tastiera diventa il segno di una presenza che svanisce.

  • Padre del ciel… (Canzoniere – LXII)

    Un sonetto del Canzoniere in cui Francesco Petrarca si rivolge a Dio con una preghiera sincera. Il poeta riconosce il tempo perduto e chiede una guida spirituale per ritrovare equilibrio e speranza.

  • Alla Musa

    Una lirica giovanile di Alessandro Manzoni che invoca la Musa come guida morale e poetica. Una riflessione sulla fragilità del poeta e sulla ricerca di un’arte più alta e consapevole.

  • Le guignon

    Una poesia di Charles Pierre Baudelaire che trasforma la sfortuna in un simbolo esistenziale. Le Guignon racconta la lotta silenziosa tra desiderio di elevazione e peso della realtà.

  • Di pensier in pensier, di monte in monte… (Canzoniere – CXXIX)

    Un sonetto della sezione “in vita” del Canzoniere, in cui Francesco Petrarca descrive il movimento continuo dei pensieri che lo riportano sempre a Laura. Una poesia psicologica, dolce e inquieta.

  • Gli occhi di ch’io parlai… (Canzoniere – CCXCII)

    Un sonetto della sezione “in morte” del Canzoniere, in cui Francesco Petrarca ricorda gli occhi di Laura come simbolo di luce e di perdita. La memoria diventa un luogo vivo, attraversato da dolore e tenerezza.

  • Il passero solitario

    Una lirica di Giovanni Pascoli che trasforma un passero appartato in un simbolo di solitudine scelta e di pace interiore. La natura diventa specchio dell’anima e dei suoi silenzi.

  • La vie antérieure

    Una riflessione poetica sulla memoria interiore e sul desiderio di un’esistenza ideale vissuta in un tempo lontano. Una delle liriche più evocative di Charles Pierre Baudelaire, dove nostalgia e bellezza si intrecciano.