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Inferno – Canto XIX
Nel Canto XIX dell’Inferno, Dante Alighieri affronta la bolgia dei simoniaci, denunciando la corruzione della Chiesa medievale. Tra fori rovesciati, piedi bruciati e invettive feroci, il canto è uno dei più politici e morali della Commedia.
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Inferno – Canto XVIII
Nel Canto XVIII dell’Inferno, Dante Alighieri entra in Malebolge, dove ruffiani, seduttori e lusingatori sono puniti per la loro frode quotidiana. Tra fruste, sterco e parole distorte, il canto mostra la corruzione delle relazioni e del linguaggio.
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Inferno – Canto XVII
Nel Canto XVII dell’Inferno, Dante Alighieri incontra Gerione, simbolo della frode, e gli usurai seduti sotto la pioggia di fuoco. La discesa in groppa alla creatura segna l’ingresso nel mondo dell’inganno, tra immagini potenti e riflessioni morali.
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Inferno – Canto XVI
Nel Canto XVI dell’Inferno, Dante Alighieri incontra tre nobili fiorentini dannati per sodomia: Guido Guerra, Tegghiaio Aldobrandi e Iacopo Rusticucci. Il dialogo con loro diventa occasione per una dura denuncia della corruzione di Firenze, segnata dalla “gente nuova” e dai “sùbiti guadagni”. Il canto si chiude con la preparazione all’apparizione di Gerione, simbolo della frode.
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Fiamma dal ciel… (Canzoniere – CXXXVI)
Un’invettiva durissima in cui Francesco Petrarca condanna la corruzione morale della corte avignonese. Una delle più celebri poesie civili del Canzoniere.
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Pensieri (XII)
Breve meditazione morale di Giacomo Leopardi, composta nel 1832, che analizza il rapporto tra fatica, valore e percezione del merito. Attraverso esempi religiosi e sociali, il pensiero mostra come l’immaginazione influenzi il nostro giudizio sugli altri. Un testo essenziale per comprendere la visione antropologica leopardiana.
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La gola e ‘l somno… (Canzoniere – VII)
Nel sonetto “La gola e ’l somno…”, Francesco Petrarca denuncia la decadenza morale del mondo, dominato da pigrizia e vizi. La virtù appare rara e la filosofia è derisa dalla folla. Il poeta invita però a non abbandonare la via difficile dell’impegno morale.
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Au Lecteur
In Au Lecteur, Charles Pierre Baudelaire apre Les Fleurs du mal con un discorso diretto al lettore, mostrando come errore, peccato e noia attraversino la vita quotidiana. Il poeta descrive una condizione umana segnata da debolezze e tentazioni, dove la Noia diventa il vizio più pericoloso perché svuota la volontà e rende l’esistenza pesante. Il…
