Charles Pierre Baudelaire, 1856

Testo

La très chère était nue, et, connaissant mon coeur,
Elle n’avait gardé que ses bijoux sonores,
Dont le riche attirail lui donnait l’air vainqueur
Qu’ont dans leurs jours heureux les esclaves des Mores.

Quand il jette en dansant son bruit vif et moqueur,
Ce monde rayonnant de métal et de pierre
Me ravit en extase, et j’aime à la fureur
Les choses où le son se mêle à la lumière.

Elle était donc couchée et se laissait aimer,
Et du haut du divan elle souriait d’aise
À mon amour profond et doux comme la mer,
Qui vers elle montait comme vers sa falaise.

Les yeux fixés sur moi, comme un tigre dompté,
D’un air vague et rêveur elle essayait des poses,
Et la candeur unie à la lubricité
Donnait un charme neuf à ses métamorphoses;

Et son bras et sa jambe, et sa cuisse et ses reins,
Polis comme de l’huile, onduleux comme un cygne,
Passaient devant mes yeux clairvoyants et sereins;
Et son ventre et ses seins, ces grappes de ma vigne,

S’avançaient, plus câlins que les Anges du mal,
Pour troubler le repos où mon âme était mise,
Et pour la déranger du rocher de cristal
Où, calme et solitaire, elle s’était assise.

Je croyais voir unis par un nouveau dessin
Les hanches de l’Antiope au buste d’un imberbe,
Tant sa taille faisait ressortir son bassin.

Sur ce teint fauve et brun, le fard était superbe!
— Et la lampe s’étant résignée à mourir,
Comme le foyer seul illuminait la chambre
Chaque fois qu’il poussait un flamboyant soupir,
Il inondait de sang cette peau couleur d’ambre!

Traduzione (letterale)

I gioielli

La carissima era nuda e, conoscendo il mio cuore,
non aveva conservato che i suoi gioielli sonori,
il cui ricco apparato le dava l’aria vittoriosa
che hanno nei loro giorni felici le schiave dei Mori.

Quando esso (il gioiello) getta danzando il suo rumore vivo e beffardo,
questo mondo raggiante di metallo e di pietra
mi rapisce in estasi, e amo con furia
le cose in cui il suono si mescola alla luce.

Era dunque distesa e si lasciava amare,
e dall’alto del divano sorrideva di piacere
al mio amore profondo e dolce come il mare,
che verso di lei saliva come verso la sua falesia.

Gli occhi fissi su di me, come una tigre domata,
con aria vaga e sognante provava delle pose,
e il candore unito alla lubricità
dava un fascino nuovo alle sue metamorfosi.

E il suo braccio e la sua gamba, e la sua coscia e i suoi lombi,
lisci come olio, ondulati come un cigno,
passavano davanti ai miei occhi chiaroveggenti e sereni;
e il suo ventre e i suoi seni, quei grappoli della mia vigna,

si avanzavano, più carezzevoli degli Angeli del male,
per turbare il riposo in cui la mia anima era posta,
e per distoglierla dalla roccia di cristallo
dove, calma e solitaria, si era seduta.

Credevo di vedere uniti da un nuovo disegno
i fianchi di Antiope al busto di un imberbe,
tanto la sua vita faceva risaltare il suo bacino.

Su quel colorito fulvo e bruno, il fard era magnifico.
E la lampada, essendosi rassegnata a morire,
poiché il focolare solo illuminava la stanza,
ogni volta che emetteva un sospiro fiammeggiante,
inondava di sangue quella pelle color ambra.

Parafrasi integrale in prosa

Il poeta racconta una scena intima con una donna che ama profondamente. La chiama “la molto amata” e la descrive completamente nuda, consapevole del suo desiderio e del suo cuore. L’unico elemento che lei ha deciso di conservare sono i gioielli, che tintinnano e risuonano, creando un contrasto tra la nudità del corpo e la ricchezza degli ornamenti. Questo “equipaggiamento” prezioso le conferisce un’aria di vittoria, simile a quella degli schiavi dei Mori nei loro rari giorni di gioia, quando possono adornarsi e danzare.

Quando la donna si muove, i gioielli producono un suono vivace e ironico, quasi beffardo. Il poeta percepisce questo insieme di metallo e pietre come un piccolo universo luminoso, un mondo che brilla e risuona. Questa combinazione di luce e suono lo rapisce in una sorta di estasi, una gioia sensuale così intensa da trasformarsi in una vera e propria furia amorosa. Egli confessa di amare in modo particolare tutte le cose in cui il suono si mescola alla luce, come se i sensi si fondessero in un’unica esperienza.

La donna è distesa su un divano e si lascia amare con abbandono. Dall’alto del divano sorride, soddisfatta, al suo amore profondo e dolce, che il poeta paragona al mare. Il desiderio di lui sale verso di lei come un’onda che si infrange contro una scogliera, immagine che rende l’idea di un movimento continuo, potente, ma anche di una resistenza, di una distanza che non si annulla mai del tutto.

La donna tiene gli occhi fissi su di lui, come un tigre domata, cioè come un animale selvaggio che ha conservato qualcosa della sua natura feroce, ma che ora è sotto controllo. Con uno sguardo vago e sognante, prova diverse pose, come se stesse recitando una parte o cercando la forma più seducente del proprio corpo. In lei si uniscono candore e sensualità sfrenata: questa miscela di innocenza e lussuria crea un fascino nuovo, un continuo mutamento che rende ogni gesto diverso dal precedente.

Il poeta osserva il suo braccio, la sua gamba, la coscia, i fianchi. La pelle è liscia come se fosse cosparsa d’olio, e i movimenti sono morbidi e ondulati come quelli di un cigno. Tutte queste parti del corpo passano davanti ai suoi occhi, che egli definisce “chiari e sereni”, come se fosse lucido, vigile, capace di cogliere ogni dettaglio senza farsi travolgere. Il ventre e il seno della donna sono paragonati a grappoli d’uva della sua vigna, immagine che unisce il piacere del vino, la fecondità e il possesso amoroso.

Queste parti del corpo si avvicinano a lui con una dolcezza ancora più grande di quella degli Angeli del male, figure demoniache ma seducenti. Il loro scopo è turbare il riposo della sua anima, che fino a quel momento era tranquilla, come se fosse seduta su un “scoglio di cristallo”, un luogo alto, limpido, isolato. La donna, con la sua sensualità, lo strappa da questa calma e lo trascina in un vortice di desiderio.

A un certo punto, il poeta crede di vedere, in quel corpo, una nuova combinazione di forme: le anche di Antiope, figura mitologica famosa per la sua bellezza, unite al busto di un giovane senza barba. La vita della donna mette in risalto il bacino, creando una linea del corpo che gli appare come un disegno inedito, una nuova opera d’arte. Sulla pelle scura e bruna, il trucco risalta in modo magnifico, accentuando i contrasti e rendendo il corpo ancora più teatrale.

La scena si svolge in una stanza illuminata da una lampada che, a un certo punto, sembra “rassegnarsi a morire”, cioè spegnersi lentamente. Rimane solo il fuoco del camino a illuminare l’ambiente. Ogni volta che il fuoco emette un “sospiro fiammeggiante”, cioè una fiammata improvvisa, la luce rossa inonda la pelle color ambra della donna, tingendola di un rosso simile al sangue. L’effetto è quello di un corpo che si accende e si spegne nella penombra, come se fosse continuamente ridipinto dalla luce.

Spiegazione

Charles Pierre Baudelaire pubblica Les bijoux nel 1857 all’interno della prima edizione delle Fleurs du mal, in un contesto segnato da scandalo, censura e processi per oltraggio alla morale pubblica. Siamo nella Parigi del Secondo Impero, tra boulevard in costruzione, salotti borghesi e una modernità che affascina e inquieta. La poesia appartiene al nucleo erotico del libro, dove il corpo femminile diventa insieme oggetto di desiderio, superficie sensuale e luogo di rivelazione estetica.

Il testo nasce in un clima culturale in cui la rappresentazione esplicita del desiderio è ancora considerata pericolosa, soprattutto se unita a immagini religiose, demoniache o sacrileghe. Charles Pierre Baudelaire spinge deliberatamente il linguaggio poetico verso una zona di confine, dove l’erotismo non è solo piacere, ma anche vertigine, colpa, ambiguità. Les bijoux è uno dei testi che più hanno contribuito alla fama “scandalosa” del poeta, proprio perché mette in scena un corpo nudo, adornato solo da gioielli, trasformato in spettacolo sensoriale totale.

La poesia circola inizialmente all’interno del libro, destinata a un pubblico colto, ma viene presto isolata come esempio di quella “immoralità” che i giudici rimproverano a Charles Pierre Baudelaire. Proprio per questo, nel tempo, diventa anche un testo emblematico della libertà poetica moderna: un luogo in cui il desiderio non viene attenuato, ma mostrato nella sua forza, nella sua teatralità, nella sua capacità di trasformare il corpo in opera d’arte.

Les bijoux mette in scena un momento di intimità in cui il corpo femminile è al centro di un’esperienza sensoriale totale. La donna è nuda, ma non completamente “spoglia”: i gioielli che indossa diventano una seconda pelle, un’estensione del suo corpo. Il poeta non guarda solo la carne, ma anche il metallo, le pietre, il loro suono, la loro luce. È come se la sensualità non fosse solo visiva, ma anche sonora, tattile, quasi musicale.

La scena è costruita come un piccolo teatro privato. La donna prova pose diverse, come un’attrice che conosce il proprio pubblico e sa come affascinarlo. Il poeta, seduto di fronte a lei, è spettatore e protagonista insieme: guarda, desidera, interpreta. La stanza, con il divano, la lampada, il camino, diventa un palcoscenico in cui la luce cambia, si attenua, si accende, trasformando il corpo in un oggetto sempre nuovo.

La tensione tra candore e lussuria è uno dei punti chiave. La donna non è descritta come una figura volgare, ma come una creatura che unisce innocenza e sensualità. Questo contrasto rende il desiderio più complesso: non si tratta solo di attrazione fisica, ma di una fascinazione che coinvolge anche l’immaginazione, la fantasia, la memoria culturale. Il riferimento ad Antiope, agli Angeli del male, agli schiavi dei Mori mostra come il poeta sovrapponga al corpo reale una serie di immagini mitiche e simboliche.

La luce del fuoco che “inonda di sangue” la pelle color ambra è un’immagine fortissima. Non c’è violenza reale, ma la luce rossa suggerisce qualcosa di pericoloso, di eccessivo, come se il piacere potesse trasformarsi in ferita. È una scena che, nella vita reale, potremmo paragonare a quei momenti in cui un ambiente, una luce, un dettaglio trasformano una situazione intima in qualcosa di quasi irreale, sospeso, difficile da dimenticare.

Il termine “Maures” indica i Mori, popolazioni nordafricane di religione islamica, spesso rappresentate nell’immaginario europeo come esotiche e sensuali. L’immagine degli “schiavi dei Mori” nei loro giorni felici richiama una condizione di sottomissione che, per un attimo, si rovescia in festa e ornamento.

La parola “lubricité” (lussuria) indica una sensualità spinta, un desiderio fisico intenso, spesso giudicato moralmente eccessivo. Qui è accostata alla “candeur” (candore), cioè all’innocenza, creando un contrasto volutamente paradossale tra purezza e sensualità.

Il riferimento ad “Antiope” rimanda alla mitologia greca: Antiope è una figura associata alla bellezza e alla seduzione, talvolta collegata alle Amazzoni. Evocarla significa collocare il corpo della donna in una dimensione mitica, fuori dal tempo, come se fosse una statua vivente.

L’espressione “Anges du mal” (Angeli del male) richiama l’immaginario religioso e demoniaco. Sono figure che uniscono l’idea dell’angelo, quindi della bellezza e della luce, a quella del male, quindi della tentazione e della caduta. È un modo per dire che la seduzione può avere qualcosa di infernale e irresistibile.

Il “rocher de cristal” (scoglio di cristallo) è un’immagine che suggerisce purezza, isolamento, trasparenza. L’anima del poeta, prima di essere turbata, è come seduta su un punto alto e limpido, lontano dal caos del desiderio. La donna, con il suo corpo e i suoi gioielli, lo trascina giù da questo luogo ideale.

Contesto Storico

Charles Pierre Baudelaire scrive Les bijoux nella Francia di metà Ottocento, in un’epoca in cui la borghesia domina la scena sociale e culturale. Il Secondo Impero di Napoléon III è un regime che, da un lato, promuove il progresso materiale e l’abbellimento urbano, e dall’altro mantiene un forte controllo morale e politico. La letteratura è sorvegliata, soprattutto quando tocca temi erotici o religiosi in modo provocatorio.

Le Fleurs du mal vengono pubblicate nel 1857 e subito colpite da un processo per oltraggio alla morale pubblica e religiosa. Alcune poesie vengono condannate e censurate. Les bijoux appartiene a questo nucleo di testi “pericolosi”, perché mostra il corpo femminile in modo esplicito, sensuale, senza filtri moralistici. In un contesto in cui la sessualità è ufficialmente relegata alla sfera privata e coniugale, la poesia di Charles Pierre Baudelaire porta in primo piano il desiderio, la fantasia, l’erotismo.

Il contesto culturale è quello del Romanticismo maturo che si trasforma in qualcosa di nuovo: un’attenzione alla città, alla modernità, alla vita interiore tormentata. Charles Pierre Baudelaire è uno dei primi a fare della città moderna un luogo poetico, ma in Les bijoux la scena è chiusa, domestica, quasi claustrofobica. È come se, dietro la facciata rispettabile della società borghese, si aprisse una stanza segreta dove il desiderio può finalmente parlare.

Analisi

Les bijoux è una poesia che lavora su più livelli: sensoriale, simbolico, culturale. A livello sensoriale, il testo insiste sulla fusione di suono e luce. I gioielli non sono solo oggetti da vedere, ma da ascoltare. Il loro tintinnio accompagna i movimenti del corpo, creando una sorta di colonna sonora del desiderio. Questa attenzione alla sinestesia (fusione dei sensi) è tipica di Charles Pierre Baudelaire e si ritrova anche in altre poesie come Correspondances, dove i sensi si rispondono e si mescolano.

A livello simbolico, i gioielli rappresentano il rapporto tra natura e artificio. Il corpo è naturale, vivo, caldo; i gioielli sono freddi, lavorati, prodotti dalla mano dell’uomo. Metterli insieme significa mostrare come il desiderio umano sia sempre mediato da oggetti, ornamenti, abitudini sociali. La donna non è una figura “naturale” nel senso ingenuo del termine: è una costruzione estetica, un’opera d’arte vivente, come accade spesso nelle poesie di Charles Pierre Baudelaire, dove la donna è al tempo stesso musa, idolo, tentazione.

Il riferimento ad Antiope e agli Angeli del male collega Les bijoux ad altre tradizioni letterarie. La donna come figura mitica richiama la poesia classica, mentre gli Angeli del male rimandano a un immaginario cristiano rovesciato, simile a quello che troviamo in Les Litanies de Satan o in altre poesie dove il sacro e il profano si mescolano. In questo senso, Les bijoux dialoga con testi come La chevelure, dove i capelli della donna diventano un mare in cui il poeta sogna di perdersi, o con Le balcon, dove il ricordo dell’amata è legato a un luogo preciso, a una scena ripetuta.

Dal punto di vista della costruzione, la poesia procede come una lenta carrellata cinematografica. Il poeta descrive prima la situazione generale, poi si avvicina ai dettagli: il divano, gli occhi, le pose, le singole parti del corpo, la luce del fuoco. È un movimento che ricorda certe descrizioni di Gustave Flaubert o di Émile Zola, dove l’osservazione minuziosa diventa un modo per capire il senso profondo di una scena. Qui, però, l’osservazione è sempre attraversata dal desiderio: non c’è distanza fredda, ma partecipazione.

Temi e Significati

Uno dei temi centrali di Les bijoux è la teatralità del desiderio. La scena non è solo vissuta, ma anche messa in scena. La donna sa di essere guardata, il poeta sa di essere spettatore. Questo crea un gioco di ruoli che ricorda certe dinamiche della vita reale: quante volte, in una relazione, ci si osserva mentre si desidera, come se ci fosse sempre un piccolo teatro interiore?

Un altro tema importante è la fusione tra eros ed estetica. Il corpo non è solo oggetto di piacere, ma anche oggetto di contemplazione. Il poeta guarda la donna come si guarda un quadro o una scultura, cercando linee, proporzioni, armonie. Il riferimento ad Antiope e alla statua vivente mostra come il desiderio sia sempre intrecciato con immagini culturali, con modelli che abbiamo interiorizzato.

C’è poi il tema della luce e del fuoco, che rimanda a una dimensione più inquieta. La luce che “inonda di sangue” la pelle suggerisce che il piacere può avere un lato oscuro, quasi violento. Non c’è violenza fisica, ma c’è una tensione che sfiora il limite. In questo senso, Les bijoux non è una semplice poesia erotica, ma un testo che interroga il confine tra piacere e pericolo, tra abbandono e perdita di controllo.

Forma Poetica

Les bijoux è composta in alessandrini francesi, cioè versi di dodici sillabe, che costituiscono il metro classico della poesia francese alta. Gli alessandrini sono organizzati in quartine (strofe di quattro versi) con schema di rime regolare, tipico della tradizione formale francese. La struttura metrica conferisce alla poesia un ritmo solenne, quasi classico, che contrasta con il contenuto erotico e sensuale.

Questo contrasto tra forma rigorosa e contenuto audace è una delle cifre stilistiche di Charles Pierre Baudelaire. La scelta di un metro tradizionale, quasi “nobile”, per parlare di una scena intima e carnale, crea un effetto di tensione: il desiderio viene incorniciato in una forma controllata, come se la poesia fosse un modo per disciplinare, ordinare, rendere dicibile ciò che, altrimenti, sarebbe puro impulso.

Le rime, regolari e ben scandite, contribuiscono a creare una musicalità che accompagna il lettore. È una musica che non è mai leggera: ogni verso pesa, ogni immagine è calibrata. La forma poetica, in questo senso, non è un semplice contenitore, ma parte integrante del significato. Il corpo della donna, con i suoi gioielli, è descritto con la stessa cura con cui il poeta costruisce i suoi versi.

Riassunto Lampo

In Les bijoux, Charles Pierre Baudelaire descrive una scena intima con una donna nuda, adornata solo da gioielli. Il poeta osserva il suo corpo, i movimenti, le pose, mentre i gioielli tintinnano e brillano alla luce del fuoco. La donna unisce innocenza e sensualità, trasformando il desiderio in uno spettacolo estetico. La luce del camino, che colora di rosso la sua pelle, suggerisce la tensione tra piacere e pericolo.

Cosa Ricordare

Di Les bijoux è importante ricordare la fusione tra erotismo e arte. Il corpo femminile non è descritto in modo volgare, ma come un’opera d’arte vivente, ornata da gioielli che ne esaltano la bellezza e la potenza seduttiva. La scena è costruita come un piccolo teatro privato, dove la donna recita e il poeta guarda, desidera, interpreta.

È fondamentale anche la tensione tra candore e lussuria, tra luce e ombra. La donna è insieme innocente e sensuale, la luce è insieme dolce e minacciosa. Questo rende la poesia più complessa di una semplice descrizione erotica: il desiderio è sempre attraversato da ambiguità, da simboli, da riferimenti culturali. Les bijoux è un testo che mostra come, nella modernità, il corpo diventi un luogo di conflitto tra natura, cultura, morale e piacere.

Immagini Simboliche

L’immagine della donna nuda con solo i gioielli è la più forte: il corpo è esposto, ma non completamente “naturale”, perché gli ornamenti lo trasformano in qualcosa di artificiale, quasi sacro. È un’immagine che possiamo ritrovare anche nella moda contemporanea, nelle fotografie, nelle pubblicità, dove il corpo è spesso adornato per diventare spettacolo.

Il paragone con gli schiavi dei Mori nei loro giorni felici introduce un’idea di rovesciamento: chi è normalmente sottomesso, per un attimo diventa protagonista, si adorna, danza. Allo stesso modo, la donna, che nella società borghese è spesso relegata a un ruolo passivo, qui è al centro della scena, padrona del proprio corpo e del proprio fascino.

La luce del fuoco che “inonda di sangue” la pelle color ambra è un’altra immagine chiave. Non c’è sangue reale, ma la luce rossa suggerisce una trasformazione, come se il corpo fosse continuamente riscritto dalla luce. È un’immagine che parla anche al lettore moderno, abituato a vedere come la luce, naturale o artificiale, possa cambiare completamente la percezione di un volto, di un corpo, di una stanza.

Collegamenti Utili

Les bijoux dialoga con altre poesie di Charles Pierre Baudelaire dedicate al corpo femminile e alla sensualità, come La chevelure, dove i capelli dell’amata diventano un mare in cui il poeta sogna di perdersi, o Le balcon, in cui il ricordo dell’amore è legato a un luogo preciso e a una serie di gesti ripetuti. In tutte queste poesie, la donna è insieme reale e simbolica, concreta e mitica.

Il testo può essere messo in relazione anche con Les Fleurs du mal nel suo insieme, dove il tema del desiderio si intreccia con quello del peccato, della colpa, della ricerca di un assoluto irraggiungibile. Sul piano più ampio, Les bijoux può essere accostata a certe pagine di Gustave Flaubert o di Émile Zola, dove il corpo e il desiderio sono descritti con una precisione quasi clinica, ma sempre attraversata da tensioni morali e sociali.

Per un lettore italiano, è interessante confrontare Les bijoux con testi di autori come Gabriele D’Annunzio, che in opere come Alcyone porta avanti una propria esplorazione del corpo e della sensualità, oppure con alcune liriche di Guido Gozzano, dove la donna è vista attraverso il filtro dell’ironia e della distanza. In tutti questi casi, il corpo femminile è un luogo di proiezione, desiderio, conflitto.

FAQ

La poesia Les bijoux è solo una poesia erotica? No, l’erotismo è centrale, ma non è l’unico livello. La poesia riflette anche sul rapporto tra natura e artificio, tra corpo e ornamento, tra desiderio e cultura. Il corpo della donna è visto come un’opera d’arte, e i gioielli ne accentuano la dimensione estetica.

Perché Charles Pierre Baudelaire insiste tanto sui gioielli? Perché i gioielli rappresentano l’incontro tra il corpo vivo e l’oggetto artificiale. Il loro suono e la loro luce trasformano la scena in uno spettacolo sensoriale complesso. Inoltre, i gioielli sono simbolo di ricchezza, potere, seduzione, e quindi aggiungono un livello sociale e simbolico alla scena.

Che ruolo ha la luce del fuoco nella poesia? La luce del fuoco crea un’atmosfera mobile, instabile. Ogni fiammata ridisegna il corpo della donna, tingendolo di rosso. Questo suggerisce che il desiderio non è mai fisso, ma in continuo movimento, e che la percezione del corpo cambia a seconda delle condizioni esterne.

Perché la donna è paragonata a un tigre domata? Perché conserva qualcosa di selvaggio, di istintivo, anche se è “domata”. Il desiderio, in questa immagine, è visto come una forza animale che può essere controllata, ma non completamente annullata. È un modo per dire che sotto la superficie della civiltà c’è sempre una componente istintiva.

Cosa significa la fusione tra candore e lussuria? Significa che la donna non è solo sensuale, ma anche innocente, almeno in apparenza. Questo contrasto rende il desiderio più complesso e più intenso. Non si tratta di una figura “malvagia”, ma di una persona in cui coesistono purezza e sensualità, come spesso accade nella vita reale.

Perché Les bijoux è stata considerata scandalosa? Perché mostra il corpo femminile nudo in modo esplicito, senza coprirlo con allegorie moralizzanti. In un’epoca in cui la sessualità era rigidamente regolata, una poesia che metteva al centro il desiderio e la seduzione era facilmente percepita come una minaccia all’ordine morale.

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