Charles Pierre Baudelaire, 1856
Testo
Mère des souvenirs, maitresse des maitresses,
O toi, tous mes plaisirs ! o toi, tous mes devoirs !
Tu te rappelleras la beauté des caresses,
La douceur du foyer et le charme des soirs,
Mère des souvenirs, maitresse des maitresses !
Les soirs illuminés par l’ardeur du charbon,
Et les soirs au balcon, voilés de vapeurs roses.
Que ton sein m’était doux! que ton cœur m’était bon!
Nous avons dit souvent d’impérissables choses
Les soirs illuminés pas l’ardeur du charbon.
Que les soleils sont beaux dans les chaudes soirées!
Que l’espace est profond! que le cœur est puissant!
En me penchant vers toi, reine des adorées,
Le croyais respirer le parfum de ton sang.
Que les soleils sont beaux dans les chaudes soirées!
La nuit s’épaississait ainsi qu’une cloison,
Et mes yeux dans le noir devinaient tes prunelles,
Et je buvais ton souffle, o douceur! o poison!
Et tes pieds s’endormaient dans mes mains fraternelles.
La nuit s’épaississait ainsi qu’une cloison,
Je sais l’art d’évoquer les minutes heureuses,
Et revis mon passé blotti dans tes genoux.
Car à quoi bon chercher tes beautés langoureuses
Ailleurs qu’en ton cher corps et qu’en ton cœur si doux?
Je sais l’art d’évoquer les minutes heureuses!
Ces serments, ces parfums, ces baisers infinis,
Renaitront-ils d’un gouffre interdit à nos sondes,
Comme montent au ciel les soleils rajeunis
Après s’être lavés au fond des mers profondes?
O serments! o parfums! o baisers infinis!
Traduzione (Letterale)
Il Balcone
Madre dei ricordi, maestra delle maestre,
o tu, tutti i miei piaceri, o tu, tutti i miei doveri!
Ti ricorderai la bellezza delle carezze,
la dolcezza del focolare e l’incanto delle sere,
madre dei ricordi, maestra delle maestre!
Le sere illuminate dall’ardore del carbone,
e le sere sul balcone, velate da vapori rosa.
Com’era dolce il tuo seno, com’era buono il tuo cuore!
Abbiamo detto spesso cose imperiture,
le sere illuminate dall’ardore del carbone.
Come sono belli i soli nelle calde serate.
Com’è profondo lo spazio, com’è potente il cuore!
Chinandomi verso di te, regina delle adorate,
credevo di respirare il profumo del tuo sangue.
Come sono belli i soli nelle calde serate!
La notte si ispessiva come una parete,
e i miei occhi nel buio indovinavano le tue pupille,
e bevevo il tuo respiro, o dolcezza, o veleno,
e i tuoi piedi si addormentavano nelle mie mani fraterne.
La notte si ispessiva come una parete.
Conosco l’arte di evocare i minuti felici,
e rivivo il mio passato rannicchiato tra le tue ginocchia.
Perché cercare altrove le tue bellezze languide
altrove che nel tuo caro corpo e nel tuo cuore così dolce?
Conosco l’arte di evocare i minuti felici.
Quei giuramenti, quei profumi, quei baci infiniti
rinasceranno forse da un abisso proibito alle nostre sonde,
come salgono al cielo i soli ringiovaniti
dopo essersi lavati in fondo ai mari profondi?
O giuramenti, o profumi, o baci infiniti!
Spiegazione
Charles Pierre Baudelaire scrive Le Balcon nel 1856, in un periodo segnato da inquietudini personali e da una forte tensione creativa. La poesia verrà poi inserita nella prima edizione de I fiori del male del 1857, la raccolta che definisce in modo decisivo la sua poetica e che lo colloca come figura centrale tra Romanticismo e Simbolismo.
Le Balcon è una poesia costruita come un ritorno continuo alla memoria. Charles Pierre Baudelaire si rivolge a una donna che definisce “madre dei ricordi”, un’espressione che unisce due ruoli diversi: la madre come custode del passato e l’amante come fonte di piacere. È un modo per dire che quella relazione ha lasciato un’impronta profonda, tanto da diventare parte della sua identità emotiva.
Il balcone non è solo un luogo fisico. Diventa un punto di passaggio tra interno ed esterno, tra intimità e mondo, tra passato e presente. È simile al balcone di Romeo e Giulietta di William Shakespeare, ma qui non rappresenta una promessa d’amore: è un luogo della memoria, un punto da cui il poeta osserva ciò che è stato.
Quando il poeta ricorda “le sere illuminate dall’ardore del carbone”, evoca un ambiente domestico caldo, quasi chiuso, dove la passione si mescola alla quiete. È un’immagine che ricorda certe atmosfere di Giacomo Leopardi in A Silvia, dove la luce diventa simbolo di speranza e poi di perdita.
La poesia alterna momenti di dolcezza e momenti di inquietudine. Quando il poeta parla del respiro dell’amata come “dolcezza” e “veleno”, mostra come l’amore possa essere allo stesso tempo conforto e tormento. È un tema che ritorna anche in altre poesie di Charles Pierre Baudelaire, come La chevelure, dove la bellezza diventa un’esperienza sensoriale intensa ma anche destabilizzante.
Un esempio concreto: quando la notte “si ispessisce come una parete”, il poeta non descrive solo un fenomeno naturale. Sta dicendo che l’oscurità diventa una barriera emotiva, un ostacolo che separa e allo stesso tempo protegge. È un’immagine simile alla notte in Notte di Giovanni Pascoli, dove il buio assume un valore quasi fisico.
Contesto Storico
Nel 1856 Charles Pierre Baudelaire vive un periodo complesso: difficoltà economiche, tensioni familiari e una relazione tormentata con Jeanne Duval, figura centrale della sua vita sentimentale. Molti critici ritengono che Le Balcon sia ispirata proprio a lei.
Il clima culturale dell’epoca è segnato dal passaggio dal Romanticismo al Simbolismo. Charles Pierre Baudelaire si colloca esattamente in mezzo: utilizza immagini romantiche come la notte, il ricordo e la passione, ma le carica di significati nuovi, più interiori e più inquieti.
Nel 1857, l’anno successivo alla composizione, I fiori del male verranno processati per immoralità. Questo contesto aiuta a capire perché l’amore, in questa poesia, non è mai idealizzato: è un’esperienza che sfida le convenzioni sociali e morali.
Analisi
La poesia è costruita secondo un movimento circolare. I versi ritornano, si ripetono, si trasformano. Questa struttura imita il funzionamento della memoria: ciò che ricordiamo non torna mai identico, ma sempre leggermente modificato.
Un esempio pratico: il verso che descrive la notte come una parete ritorna due volte, creando un effetto di chiusura. È come se il poeta fosse intrappolato nei suoi ricordi, incapace di liberarsene.
Il balcone diventa un luogo di osservazione e di sospensione. Non è un luogo di incontro, come in Romeo e Giulietta di William Shakespeare, ma un luogo di rievocazione. Il poeta guarda indietro, non avanti.
La poesia alterna immagini sensoriali (profumi, carezze, respiro), immagini cosmiche (soli, cielo, profondità) e immagini domestiche (focolare, carbone).
Questa mescolanza crea un’atmosfera sospesa, dove il passato sembra più reale del presente. È un procedimento simile a quello di Paul Verlaine in Clair de lune, dove la realtà si mescola con la percezione emotiva.
Temi e Significati
Il primo grande tema è il ricordo. Il poeta afferma di “saper evocare i momenti felici”, come se il ricordo fosse una tecnica, un’arte. È un’idea che ritroviamo anche in Alla sera di Ugo Foscolo, dove il passato diventa un luogo mentale in cui rifugiarsi.
Il secondo tema è l’ambivalenza dell’amore. La donna è dolcezza e veleno, conforto e tormento. L’amore non è idealizzato, ma vissuto nella sua complessità. È un tema che ritorna in molte poesie di Charles Pierre Baudelaire, come L’ennemi, dove il tempo stesso diventa un nemico.
Il terzo tema è il corpo come luogo della memoria. Il poeta non cerca la bellezza altrove: la trova nel corpo dell’amata. È un’idea che anticipa il Simbolismo, dove il corpo diventa un simbolo di significati più profondi.
Infine, la notte come barriera. La notte è descritta come una “cloison”, cioè una parete. Il termine indica una separazione fisica, ma qui diventa una separazione emotiva. È un’immagine che ricorda la notte in La sera fiesolana di Gabriele D’Annunzio, dove il buio diventa un elemento che avvolge e separa.
Forma Poetica
Le Balcon è composta in alessandrini francesi, versi di dodici sillabe con una cesura centrale. La struttura è quella del pantoum, una forma poetica di origine malese basata sulla ripetizione di versi da una strofa all’altra.
La caratteristica principale del pantoum è che il secondo e il quarto verso di una strofa diventano il primo e il terzo della strofa successiva. Questo crea un ritmo lento, circolare, quasi ipnotico. È una forma che si adatta perfettamente al tema della memoria che ritorna.
Un esempio concreto: il verso che descrive la notte come una parete ritorna identico nella strofa successiva, creando un effetto di eco. È come se il poeta fosse costretto a rivivere continuamente gli stessi momenti.
La forma poetica non è un semplice contenitore: è parte del significato. La ripetizione imita il funzionamento della memoria emotiva, che non procede in linea retta ma ritorna, si avvolge, si ripiega su se stessa.
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